Post in italiano, traduzione

Come mi sono “innamorata” della traduzione

lamiastoriaconlatrad

Per prima cosa, buona Giornata mondiale della traduzione a tutti!

Quest’anno intendo festeggiare questa ricorrenza scrivendo un post su come è cominciata la mia passione per la traduzione.

Le lingue straniere mi hanno sempre affascinata e incuriosita. Da bambina conoscevo già alcune parole in inglese, come i nomi di alcuni personaggi di Walt Disney, i numeri da 1 a 10 e qualche breve frase. Quando avevo quasi 9 anni, ho cominciato ad ascoltare quasi esclusivamente musica in inglese, perché mi piaceva di più rispetto alla musica italiana. Nonostante non ne conoscessi il testo e il significato, mi divertivo a cantare, inventandomi le parole, canzoni come “Lemon Tree” dei Fool’s Garden o “Summer Is Crazy” di Alexia.

Alle medie ho voluto frequentare un corso in cui si insegnavano sia l’inglese che il francese: è stato allora che ho cominciato a studiare le lingue straniere (e non ho più smesso!). Ho scoperto di essere portata per queste materie, e così ho deciso di frequentare il liceo linguistico. Intanto, a quasi 15 anni avevo aperto il mio primo sito web (sia in italiano che in inglese), ma leggevo anche blog e siti di running (di cui ero appassionata) in inglese, anche se conoscevo ancora poche parole. All’epoca non me ne rendevo conto, ma leggere così tanto in inglese aveva contribuito a sviluppare la mia padronanza della lingua.

Ricordo che a scuola traducevamo dei testi, di cui spesso ci facevano fare la retroversione, ossia la ritraduzione di un testo che avevamo tradotto dalla lingua straniera all’italiano. Grazie alla traduzione imparavo (e imparo tuttora) nuove parole: già in quegli anni mi divertivo a sfogliare i dizionari, li adoravo!

Nel periodo in cui ho dovuto scegliere il mio corso di studi all’università, ho optato per Mediazione linguistica piuttosto che per Lingue e letterature straniere, e ricordo di aver pensato: “A me piace tradurre, quindi scelgo quel corso”. Come si direbbe in inglese, no regrets (se qualcuno preferisce il francese, je ne regrette rien).

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